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L’eco fetale

Luglio 13, 2008

Non erano che pallide visioni
quelle in cui giacevi senza parole
tra le fiamme fatte d’acqua salata
in un letto bianco di pensieri indifesi

e nel tuo respiro lento e silenzioso
cercavo un messaggio fatto d’inchiostro
i cui sogni m’abbracciassero calmi
cullandomi con fresche mani rosate.

Eppur piangevo quasi affascinato
riflettendo il mio insicuro guardarti
in quella pelle che lucente tremava
leggendoci storie fatte di nere ferite.

E non davo nomi al mio sentirti fatata
seppur immobile in fetali carezze,
ma brillavo con lo sguardo ingabbiato
ormai cieco dal mio fiume incostante.

Rimanevo a guardarti senza dolci ricordi
quasi specchiando la tua vera natura
sapendo soltanto di guardarti invisibile
in bianche vestigia profumanti d’irreale.

Era il sogno o la semplice visione
d’un triste futuro dai pallidi colori.
Era il riflesso d’un presente soffocato.
Era l’eco silente in stanze chiuse a chiave.

(Art: Luigilosmilzo http://www.myspace.com/luigilosmilzo)

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Onde e Nuvole

Luglio 12, 2008

Era l’immobilità delle onde
a cullarmi sotto il cielo
e farmi rivivere quei ricordi
di un tempo non più bambino
il cui nome dimenticato
si svela ancora
dietro ogni mio capello bianco

come onde fluide di laguna
nel riflesso d’ogni filo d’erba
lontano nelle rive cittadine

restavo ad osservare ciò ch’ero
tra quei passi incerti
tra le calli di un quadro

non smettevo di guardarmi
nel riflesso delle nuvole
così bianche trai colori della terra
e senza dimenticare dov’ero
m’accingevo a chiudere gl’occhi
per diventare vento caldo d’oriente
e portare con me il sapore della terra.

(photo: Greencat, http://www.myspace.com/greencat100)

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rosso rame

Luglio 7, 2008

Conosco da tempo
le forme del tuo corpo
ed il dolce brillare
di quel rosso rame
sia esso al sole
o al chiarore di una stella,
ma non conosco i tuoi occhi
sempre diversi ad ogni sguardo.
Eppure ciò a cui bramo
non è niente che io possa vedere.
Sono i sogni del tuo risveglio
i desideri che mai conoscerò
quelli celati dallo sguardo
quelli dimenticati da tempo
mancanze che lentamente accrescono
il letto del mio lacrimare
ma la cui grazia ammutolita
ispira in me un profumo di pace.
Accresco così il mio desiderio
d’averti in ogni tuo sorriso
che in me profuma come un bacio
e che mi copre come l’ombra
della luna nella notte.

(photo: Il Mitch, http://www.flickr.com/photos/28258707@N08/)

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l’autunno senza nome, dei mammut

Luglio 7, 2008

lasciavo scorrere le note
trai colori dei miei ricordi
in varianti e sfumature
che mai ho visto in nessuno sguardo

di nascosto ascoltavo
quelle melodiche parole

che filtrate dalla folla
attraverso bianchi sorrisi
e sogni ad occhi aperti

m’arrivavano costanti

aveano coraggio
e respiri ben più che profondi
aveano passione
e sentimenti degni di calore
aveano nomi
la cui pronuncia era sconosciuta

erano melodiche parole
la cui velata trasparenza
era chiara anche nella confusione

ed io mi cullavo
come nuvola nel vento
senza un sorriso e senza lacrime,
ma colmo d’una sola certezza
l’unica vera, l’unica reale

solo per un istante
l’autunno senza più nome.

(photo: Agostino Orso, http://kumaslide.deviantart.com/)

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bambina

Luglio 7, 2008

con gl’occhi scoperti
agli sguardi degl’adulti
assaporava quell’innocenza
che splendeva nei particolari

e se tutto sembrava immobile
a lei sembrava realmente
solatanto privo di scatti,

la lieta danza del suo orizzonte
continuava ad ergersi maestosa
tra le palpebre innamorate

(e sempliciemente catturate)
in un turbine d’eleganza
fatta di colori e sorrisi

come una favola moderna
trai sedili di un mondo
che distratto taceva

nel triste ed eterno oblio.

(foto: Christian kusch, http://www.myspace.com/christiankusch)

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I’m sorry

Luglio 7, 2008

in questo luogo privo di ombre
m’accosto al suono stanco del cuore
nascondendo nei suoi brevi silenzi
ogni conforto che un urlo può darmi

bagno il mio viso riparato nel buio
di salate discese e di fragili pensieri
cercando parole che ancora non riconosco
che possano dare un senso al mio dolore

e non chiedo alcun frainteso perdono
tanto invisibili sono queste insensate parole,
ma affondo il mio corpo spogliato dal tempo
nell’oblio del rimorso dal profumo ghiacciato.

(art: Massimo Mazzu, http://www.flickr.com/photos/massimo_mazzu)

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sguardo, silenzio, svanisco

Luglio 7, 2008

Ti osservavo distesa
mentre fingevi di dormire
respirando in un sogno fatto d’aria.
Ti fissavo le labbra
semiaperte
in attesa forse di aria nuova

e la sentivo la distanza
che nasceva dall’assenza di suoni.

Non una parola che sapesse d’oro.
Non uno sguardo che m’adorasse.

Chiedevi il silenzio per la notte
ma sbagliavi nel pronunciarlo.
Non c’era estasi nei tuoi occhi
e nemmeno quella faticosa attesa
che nasce dal gesto di un suono
mentre si posa nell’incanto del buio.

Ed in attesa che alzassi lo sguardo
pregavo un dio lontano nel tempo.

Chiedevo il perdono alle mie mani.
Chiedevo una speranza per il futuro.

Solo le ombre che lentamente sparivano
sapevano sfiorarmi senza niente in cambio
con quella leggerezza priva di suoni
dalla forma serena e quasi colma di profumi.
Non tu, ma le ombre.
Solitario sospiravo e lentamente sparivo.

(foto: mira photography, http://www.myspace.com/meshell4301)

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colorata e leggera

Giugno 28, 2008

Ascolti i respiri del mondo
quasi immobile nel tuo capirli
affrontando i colori del tempo
con quel profumo di camomilla e miele.

Sale lo sguardo fino a socchiudersi
per una luce fatta di tramonti
immersa in una stanza fatta di tasti
con il suo legno nero a rifletterti il viso.

E non c’è che il piacere del tuo silenzio
ad ascoltare il velo dei ricordi
accompagnati dalle note d’un Bossa Nova,
cornice ideale per un sorriso rubato.

Ed i vecchi suoni no,
non fan di te un’anima chiusa a pensare
a ricordare il passato nei ricordi,
ma solo un suono libero trai colori.

(foto, evy!, http://www.myspace.com/evyline)

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luce a sfondi viola

Giugno 27, 2008

Nel serale trascinarmi
verso lidi d’alberi antichi
non ricordavo alcun colore
che non fosse tra le mie dita.

Solo il cielo m’era testimone
e lo toccavo quasi informe
con il verde del mio sguardo
in attesa del mio arrivo.

Restavo immobile come il mare
e le sue onde senza schiuma.

Finchè una luce a sfondi viola
non m’illuse d’un arrivo
in quel caldo e buio lato
dell’ultimo mio respiro.

Affannato e dai tratti stanchi
inclinai infine lo sguardo
fino a cogliere quell’occhio
che in attesa parea lacrimare.

(foto: artemisia, http://www.myspace.com/artemisia1983)

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il rosso del sole

Giugno 27, 2008

“Mi sentivo leggero
come un vecchio petalo.

Raggiante e mosso dal vento.
Tu, nel tuo respiro tra i sogni.
Io, nell’ascoltarti vivere
tra le foglie del mio abbraccio”.

“Ed eri bianco
dietro i miei occhi.

Non vedevo che una luce
sprigionarsi intensa
tra le mobili pieghe
del nostro intreccio”.

Solamente due ali
tra le tante solitarie
che volando nei sogni
degustano il Rosso
del Sole ormai eterno.

(foto: Tammie, http://www.myspace.com/rio_1970)

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tumuli di luci e strade

Giugno 27, 2008

Tumuli di luci
sui tetti e sulle strade
si fan vivi
come i sogni premonitori
che splendono
nell’abisso del presente
come corvi
che illuminati dalla luna
assaporano
il silenzio delle scarne ombre.

E tu
che nascondi i nitidi profili
avvicinati
e canta per la nascosta figura
che sogna
anch’essa nel silenzio
un mondo
fatto d’argini inesistenti
e di neve
dai colori indefiniti quanto caldi.

(foto: n23 art, www.myspace.com/n23art)

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il Rifugio di un sogno

Giugno 22, 2008

Porgo le mie dita
sul tuo corpo dormiente
senza voler svegliarti,
senza credere al tuo sonno.

So che stai sognando
d’esser lontana miglia
da questa stanza oscurata
e nascosta da mura altissime.

Ho sentito il lieve richiamo
del tuo coricarti dolcemente
e non ho aspettato altro tempo
se non che chiudessi gl’occhi.

Ed eccomi qui
a porgerti una mano
ad invitarti nel mio mondo
fatto d’animi silenziosi.

Saranno privi di giudizi
aspetteranno solo te,
senza conoscere il passato
dei tuoi aspri ricordi.

Crescerai come nuova
priva di rimpianti e lacrime
senza accorgerti d’improvviso
d’esserti mai addormentata.

(foto: Annie, http://www.myspace.com/anniealwaysdies)

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Le luci del Tunnel

Giugno 22, 2008

Non ricordo molto.
Davvero.
Ma il tuo profumo sì,
guidavi in silenzio
facendoti superare
senza alcun commento
o guardando velocemente
il pazzo che osava intristirsi
nell’osservarti sorridere.
E poi quelle luci nel tunnel
mi davano il sapore del Presente,
loro, e tu che guidavi.

Non ricordo il percorso,
ma ricordo il viaggio,
forse era ieri.
Ricordo te,
ricordo il profumo,
ricordo le luci.
E ricordo il mio silenzio
che assaporava il momento
dell’attesa costante
senz’ansia.
Nel piacere.
Tu e la mia Presenza.

(foto: artemisia, http://www.myspace.com/artemisia1983)

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Nascosto, a guardare un treno

Giugno 22, 2008

Non è che non mi vedi
è che proprio non ci sono.

Si, dovevo esserci.
Non so ancora dove.

Forse dietro la colonna
cercando d’assaporarne il fumo.
Forse sotto la panchina
a sbirciar gambe giapponesi.
Ma anche tra le lettere
che di giallo illuminano
una corsa verso di te.

Ma è il metallo che invidio.
Muovendosi sempre dritto
osserva senza alcuna presenza,
calpestando il proprio fratello
senza recar alcun dolore

ed inanimato pare divertirsi
tra il vento caldo
che gli bacia il viso arrugginito.

(foto: artemisia, http://www.myspace.com/artemisia1983)

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Panna e Fragole

Giugno 22, 2008

Seni di panna
tra le mie rosse labbra
che assaporo incostanti
come fossero fragole
ormai mature
dopo lunghe notti
(forse diciannove
forse quasi venti)
passate ad occhi chiusi
a suonare l’arpa
come fosse un ghiacciolo
al sapore di cristallo velato.

Ed io sorreggo
quasi fosse di diamante
il nostro contatto profumato
d’eterno e giovane suono
assimilante al nostro nome segreto,
Amore.

(Foto: SaDiCa, http://www.myspace.com/a6sadica)

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Balaustra Fluo

Giugno 22, 2008

M’accostavo alle balaustre tinte di luci fluo
per poter vedere altri petali che non fossero miei
e sotto l’ombra di nuvole scolpite dal vento
facevo tintinnare i piatti del mio succoso pasto
assaporando come un vino invecchiato di anni
quel gusto d’estrema libertà e di coraggiosa veduta
calpestando coi miei sogni fragranti d’attesa
l’orizzonte nascosto d’altrettante ombre e nuvole.

M’accorgevo solo sbattendo gl’occhi
di vedute nascoste dietro a luci artificiali
e non conoscendo il nome d’ogni forma
non potevo che ascoltare i loro lamenti silenziosi
mentre il vento suonava una melodia trasparente
fischiando senza continuità trai brillanti orecchini
che tenevo nascosti dietro un ciuffo di capelli
profumante d’Artificial Chemistry.

(foto: William, http://www.myspace.com/lyssahumana)

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My Smoking House

Giugno 22, 2008

Cercavo di contare i miei neri capelli
persi sul legno di questa scrivania riempita di fogli,
mentre la nebbia m’oscurava l’occhio sinistro
e lo sfondo fatto di libri ordinati negl’anni
ondeggiava lentamente
e si riempiva di lacrime rosse.

Ascoltavo la sua voce
intrecciarsi tra le corde d’una chitarra.
Correva tra di esse a fiato sospeso
trattenendo a se ogni tossico respiro
odorante di scialbe malelingue
e d’ipocriti sorrisi spenti alle spalle.

Avrei voluto disegnare nell’aria
con il suono di quelle voci acute,
anelli di fumo che sparivano lenti
al soffitto bianco di una stanza chiusa
mentre le note vibravano silenziose
nell’unico scopo d’esplodere nell’arte.

E nel blues del suo nome antiquato
assaporava la poesia del mio ascoltarlo
ed in un occhiolino mi ringraziava
forse accecato dal faro del passato
ch’evaporava coi suoi dolci pensieri,
lasciando solo la scia d’un ricordo.

Ed in me è rimasta soltanto quell’ombra
d’un epica melodia fatta di nomi
che ad ogni cantarla silenziosa e diversa
sa rendermi trasparente all’occhio inumano
che privo d’ogni sentimento rosato
s’aspetta un movimento nell’aria impura.

(A cesare)

(foto: Marco Cobbi)

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Concorso fotografico DeliRiOCK 2008

Giugno 9, 2008

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corde

Maggio 24, 2008

Tienimi la mano.
Intreccia le tue dita
tra le corde della mia musica.

Assapora la lenta rugosità.
Ascolta quest’essenza,
la mancata sensibilità
ai polpastrelli della mano.
E’ piacevole.
Non ti da quella forza necessaria
per continuare a suonarmi?
Che sia buio
o torbido fumo
non lasciarla andare.
Ma non dimenticare il silenzio
ed il suo costante pensiero.

Tra le note c’è sempre silenzio.
Un respiro necessario
per poter sorridere
e guardarsi attorno.
Sospira e torna a suonare.
Fallo ancora.

E chiedimi ora di urlare
assieme alla tua voce graffiante.
Lascia che t’accompagni
nelle parole di un sogno.
Ma non ringraziarmi mai
per ciò che ti disegno addosso,
in quei solchi di pelle
non c’è ancora il mio nome.

(foto: www.francescominichiello.com)

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cadillac

Maggio 22, 2008

guardavo quell’uomo portare i baffi
raderseli allo specchietto di una cadillac
mentre riempiva lettere per una moglie dimenticata
piene di parole dai suoni ormai annaspanti

e solo lei avrebbe potuto rendere una ruga
un sogno ottenuto dopo tanti anni d’attesa,

ma il silenzio soffocava ormai, trai riflessi
di quelle luci stroboscopiche del traffico
lanciate in corsa verso un locale od un party

senza chiedere il permesso all’aria
trafitta dallo sfrecciare e dalle scie
lasciate a scorrere dentro iridi stanche

e senza scusarsi con il cielo
per quelle nubi semitrasparenti
dall’odore metallico ed innaturale

capivo bene la sua immobilità
riuscivo a cullarla tra il verde dell’occhio
ed il brivido su tutta la mia pelle bianca,

ma non riuscivo ad allungare una penna
od un foglio da piegare in un origami
rimanevo anch’io a guardare immobile
quel che ormai era la morte del futuro

…e solo lei avrebbe potuto ridargli un sogno,
una ruga a cui dedicarsi per l’ultimo sorriso.

(foto: www.marcobrunato.com)